Con l’ultimo incontro in presenza si è concluso il corso di formazione avanzata “La Riforma del terzo settore. Amministrazione condivisa e aspetti fiscali”

Si è concluso nell’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa con l’ultimo incontro dell’11 aprile il Corso avanzato “La Riforma del terzo settore. Amministrazione condivisa e aspetti fiscali” organizzato da CesvotScuola Superiore Sant’Anna Centro di ricerca Maria Eletta Martini. Il corso ha approfondito i temi centrali della Riforma del terzo settore, con particolare attenzione agli strumenti di amministrazione condivisa (co-programmazione, co-progettazione e convenzioni) e agli aspetti fiscali e normativi più recenti riguardanti enti del terzo settore e imprese sociali.

L’ultimo incontro in presenza è stato moderato dal prof. Luca Gori e dedicato all’attuazione del codice del terzo settore con l’intervento di Elena Pignatelli (commercialista e consulente del Cesvot) sull’articolo 79 dedicato alla nuova fiscalità con casi, esperienze e simulazioni del Capo Dipartimento per le politiche sociali, del terzo settore e migratorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Alessandro Lombardi. Lombardi ha sottolineato la rilevanza dell’evento conclusivo e dell’intero corso.

“Come sempre il momento di confronto nella sede prestigiosa della Scuola Superiore Sant’Anna è stato ricco di spunti – ha detto Lombardi -. Gli allievi hanno fornito tante sollecitazioni su quelle che sono le tematiche più attuali, a partire dalla fine della disciplina delle Onlus per proseguire con la partenza del sistema dei controlli. E in generale su quelle che sono le dinamiche più ampie e legate al popolamento del Runts, alla scelta che viene fatta dalle organizzazioni verso una categoria piuttosto che un’altra, con una particolare attenzione a quelle che sono le tematiche legate al volontariato. La giornata così ricca di spunti conferma come la riforma del terzo settore si nutra del dialogo, dell’ascolto e di questo rapporto sempre proficuo e costante con il mondo accademico, con le rappresentanze del terzo settore e con gli ordini professionali. In questa prospettiva devono essere visti tutti gli interventi che nel corso del tempo si sono succeduti, da quella che è stata la normazione di attuazione, ai documenti di prassi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che hanno sempre potuto contare su questo dialogo così fecondo”.